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Aprile a San Vittore di Sergio Solmi

La Poesia “Aprile a San Vittore è tratta dal Quaderno di Mario Rossetti ,che raccoglie le poesie della resistenza , cui Solmi partecipò attivamente.
IL poeta arrestato e condannato a morte, sfugge all’esecuzione per un puro caso e viene trasferito in una cella dove vi sono prgionieri molti partigiani.
Intorno a lui si sentono i suoni dei pericoli che incombono su tutti, le sirene degli allarmi aerei, i tedeschi che sparano alle ombre,i secondini che fanno l’appello,ma i giovani partigiani dormono fiduciosi.
Quei ragazzi suoi compagni di cella pur nel dubbio del loro destino, dormono sereni e la luce della primavera fende il buio ed entra anche attraverso le inferriate.
In tale fiducia il poeta ritrova la certezza dell’esito della lotta, l’aqttesa sta per terminare e il sogno sta per attuarsi.


Grazie sien rese ai ciechi
iddii ridenti, che il poeta trassero
di morte e dalla nera muda al gaio
giorno del camerone dove cantano
i giovinetti partigiani.
Aprile dolce dormire, s'anche aspra s'ingorga
nelle bocche di lupo la sirena
passa la conta, sparano i tedeschi
sulle mura. Reclino
sul gomito piegato il mallo vergine
della capigliatura, dentro il sonno
fiducioso calati come in grembo
della madre al lontano
tempo dell'altra vita, oggi vi guardo,
miei quasi figli, fatti miei fratelli
da antica giovinezza che m'ha gonfio
il cuore all'improvviso, poi che il raggio
di miele della primavera cola
tra le sbarre, sull'impiantito stampa
riquadri luminosi, ed alle nostre
gracili vite a oscuro esito offerte
misura a lento passo uguale giorno.
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