“ La Guerra è dichiarata” di Majakovskij come tutte le poesie di quel poeta nuovo, attinge la sua ispirazione dalle vicende quotidiane dell’uomo degli umili e degli oppressi che anelano alla libertà da ogni sopruso.
La Russia è in guerra, e naturalmente Majakovskij non può che essere in polemica con la guerra, in essa non vede nulla di eroico, ma solo un furore bestiale che arrossa la neve con brandelli di carne umana.
La guerra è una patetica stoltezza che porta i fanti a desiderare una vittoria assassina grazie alla quale si compiono mostruose assurdità. Il cannone in quel folle delirio sembra sghignazzare grottescamente sorprendendo di notte la città addormentata.
Majakovskij sarà un tenace assertore della rivoluzione bolscevica e in nome di essa scrisse opere drammatiche e umoristiche al tempo stesso, fu attraverso la sua poesia un agitatore sociale, ma non per questo si può sminuire l’importanza della sua opera in Russia e fuori
Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria!”
E sulla piazza, lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!
Un caffè infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
“Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma!”
Dal cielo lacerato contro gli aculei delle baionette
gocciolavano lacrime di stelle come farina in uno straccio,
e la pietà, schiacciata dalle suole, strillava:
“Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi!”
I generali di bronzo sullo zoccolo a faccette
supplicavano: “Sferrateci, e noi andremo!”
Scalpitavano i baci della cavalleria che prendeva commiato,
e i fanti desideravano la vittoria-assassina.
Alla città accatastata giunse mostruosa nel sogno
la voce di basso del cannone sghignazzante,
mentre da occidente cadeva rossa neve
in brandelli succosi di carne umana.
La piazza si gonfiava, una compagnia dopo l’altra,
sulla sua fronte stizzita si gonfiavano le vene.
“Aspettate, noi asciugheremo le sciabole
sulla seta delle cocottes nei viali di Vienna!”
Gli strilloni si sgolavano: “Edizione della sera!
Italia! Germania! Austria!”
E dalla notte, lugubremente listata di nero,
scorreva, scorreva un rigagnolo di sangue purpureo
Risorsa completa