La poesia di Sinisgalli è un invito alla riflessione sulla condizione di solitudine cui spesso la vecchiaia è lasciata.
La vecchiaia è una condizione di silenziosa immobilità, colma di facile commozione. I vecchi non visti, piangono facilmente, rintanati spesso in un angolo, perchè colti da un improvviso sgomento che è spesso una disperazione senza nome.
Basta poco ad essi per riprendersi, un sorso d’acqua, un fico, un qualsiasi gesto umano.
La vecchiaia purtroppo costringe ad una solitudine enorme, i giovani presi dalla loro vita e dalla quotidianeità lasciano i vecchi troppo spesso senza il calore di un rapporto umano , isolati con le loro paure, e il peso dei ricordi di una vita.
Basterebbe poco per sollevali, si accontentano anche della più insignificante delle sorprese della più piccola parvenza di vita,come può essere la comparsa di una lumachina, perchè in fondo essi conservano una capacità fanciullesca di gioire per le cose più semplici e forse più importanti che la vita fa smarrire, ma che la vecchiaia fa riconquistare.
I vecchi hanno il pianto facile.
In pieno meriggio
in un nascondiglio della casa vuota
scoppiano in lacrime seduti.
Li coglie di sorpresa
una disperazione infinita.
Portano alle labbra uno spicchio
secco di pera, la polpa
di un fico cotto sulle tegole.
Anche un sorso d’acqua
può spegnere una crisi
e la visita di una lumachina
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