“ Solo e Pensoso “ è uno dei più celebri sonetti del Canzoniere di Petrarca e come in tutti i sonetti i temi ricorrenti sono la solitudine, il contatto con la natura, l’amore.
Il poeta vaga in solitudine tra la campagna sfuggendo ogni contatto umano per evitare che la gente si accorga che è innamorato.
I suoi gesti, il suo sguardo rivelerebbero agli uomini i propri sentimenti ; egli li sfugge errando in luoghi selvaggi, ma non può comunque celare il suo animo alla natura perchè Amore lo accompagna dovunque e parla con lui.
Il dolore del poeta diventa malinconia e solo la natura partecipa alla sua solitudine perchè essa è a disposizione dell’uomo e solo essa sembra poter dare serenità, protezione e sicurezza.
Purtroppo neanche la natura, così partecipe all’ascolto e alla comprensione gli può dare sollievo, e non può sottrarlo alla sua pena.
Con poche delicate frasi, che sembrano quasi pennellate, Petrarca sembra dipingere il suo io e la sua coscienza, che si interroga sempre dibattuto tra meditazione solitaria e richiamo dell’amore.
Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l'arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:
sì ch'io mi credo omai che monti et piagge
e fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.
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